Fabriano alla conquista dell’Expo per sfatare il mito Dom Pérignon

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La notizia rivoluzionaria che Dom Pérignon non ha la primogenitura delle bollicine investe da domani l’Expo 2015. L’offensiva parte da Fabriano e  la Francia già alza barricate di champagne e di sughero.  Ma niente da fare, Francesco Scacchi, il medico fabrianese che dedicò al vino frizzante proprio un intero capitolo nel suo “Del Bere Sano” nel 1622, ha dimostrato che a Fabriano esisteva una tradizione spumantistica prima ancora che Dom Pérignon inventasse lo Champagne presso l’abbazia di Hautvillers, cinquanta anni dopo.

Pertanto, da domani, Fabriano si mette in pole position puntando sull’Azienda Agricola Sbaffi che si presenta forte del suo profumato ed affinato “Castellare”. Uno spumante di Vino Bianco Coccore, Igt Marche ottenuto da uve Chardonnay e Malvasia Bianca toscana. Spumante che merita un posto nell’olimpo delle etichette delle grande case solo per la finezza e la persistenza del suo perlage.  Per di più questo splendido prodotto tipico nostrano non va in qualsiasi padiglione ma si esibisce nella Cascina Triulza, ristrutturata appositamente per l’Expo e che è il centro dello sviluppo sostenibile e della ricerca tecnologica sul tema alimentare. Questo storico edificio ospita il padiglione espositivo della Società Civile che permette, alle organizzazioni di dare visibilità e valore alle proprie best practice . Ossia prodotti e progetti che rappresentano un’esperienza di comprovato successo, un caso di eccellenza che concorre a realizzare cambiamenti, contribuisce al superamento di ostacoli, fornisce contributi ad altri settori ed è riproducibile in diversi contesti.

Véronique Angeletti

Per approfondire…

Francesco Scacchi padre della Tradizione Spumantistica

“Francesco Scacchi può rappresentare un padre della Tradizione Spumantistica proprio per la sua testimonianza di un fenomeno nuovo del suo tempo che è la grande richiesta di vini frizzanti e spumeggianti da parte dei consumatori rinascimentali. Questi vini mordaci in quel tempo erano bevande di grande successo per i consumatori, entusiasmavano molto chi li consumava, tanto da renderle celebri ed abusate nel consumo specialmente da parte dei ricchi. Le difficoltà operative che portavano ad ottenere questo genere di vini “speciali”, unite ai loro pregi organolettici, li rendeva “vini di lusso” destinati alle mense dei più ricchi. In questo senso ed al di là della stretta rispondenza organolettica con il prodotto attuale si può far risalire alla FASE storica del Rinascimento italiano l’origine dello spumante così come lo intendiamo oggi, ovvero una bevanda nobile, simbolo di raffinatezza ed eleganza e lo stesso medico Scacchi capostipite di una tradizione oggi degnamente ereditata nelle Marche da numerose aziende vitivinicole”.

Estratto da  Winetaste.it

Articolo a firma di Francesco Sbaffi, Enologo

 

 

 

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